DRM - come cambia la fruizione della musica
in multimedia, restrizioni |Nel corso degli anni, le varie tecnologie di riproduzione audio hanno sempre seguito un percorso che mirasse ad una maggiore diffusione della musica. Chiaramente lo scopo non era “di beneficenza”, bensì mirava ad introdurre sul mercato nuovi supporti di riproduzione audio e nuovi dispositivi in grado di “leggerli”.
Più compattezza, più leggerezza, migliore qualità del suono, portabilità, sono gli ideali inseguiti per anni, e che hanno generato, di volta in volta, dispositivi audio sempre migliori.
Dal grammofono al “mangiadischi“, dallo “stereo a cassette” agli Hi-Fi con CD, dal walkman agli MP3.
Il concetto di base sta proprio nel fatto che quanto più è semplice e rapido avere accesso alla fruizione di musica, tanto più rapida sarebbe stata la crescita (di mercato) dei dispositivi creati per la riproduzione. Tutto vero.
Oggi che fruire di musica è semplicissimo, e molto spesso gratis (grazie al filesharing e al p2p), bisognava trovare “qualcosa” che riportasse tutti a fare i conti con i dispositivi fisici, con quegli aggeggi che permettono di ascoltare migliaia di brani in soli 3 cm di “hardware”. Bene, quel “qualcosa” è il DRM.
Sarà il DRM a stabilire se l’mp3 che abbiamo scaricato potremo ascoltarlo sul nostro nuovo iPod, Zen, o qualsivoglia lettore mp3.
postato da: eyeonweb

















