30 Marzo 2007

Creative Commons 3.0

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cc3.gifLe Creative Commons sono senza dubbio il simbolo del copyleft.
La filosofia è quella dello “Share, Reuse, Remix - Legally“, che tradotto vuol dire condividere, riutilizzare, manipolare, il tutto rispettando la proprietà intellettuale di chi ha prodotto i contenuti.

Un nuovo concetto del diritto d’autore, che in internet trova grande applicazione, in materia di contenuti autoprodotti.

Rispetto alla versione precedente, questo nuovo set di licenze chiarisce meglio alcuni aspetti, evidenziando ad esempio la differenza tra autore e utilizzatore dell’opera, al fine di evitare confusioni, e quindi possibili errori di attribuzione sulla paternità delle opere.
Altra differenziazione che viene resa più definita, è quella tra riutilizzazione e manipolazione di un’opera, specificando i casi in cui un contenuto è stato manipolato a partire da un contenuto esistente.

Aspetto fondamentale delle Creative Commons 3.0 è la non inclusione di forme di DRM (Digital Rights Management).

La “localizzazione” delle licenze dovrà essere man mano portata dalla versione americana a quelle dei vari Paesi, operazione che dovrebbe risultare molto più semplificata, vista la sempre crescente diffusione delle licenze CC.

Per quanto riguarda l’Italia, la versione corrente è la CC 2.5 (creativecommons.it)

Qui troviamo l’articolo ufficiale per il lancio delle nuove CC 3.0 (sito ufficiale - creativecommons.org)

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postato da: eyeonweb

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