Communication breakdown
in web life |Nella puntata di ieri di NetTV, del mitico Tommaso Tessarolo, si è parlato delle difficoltà di “interfacciamento” della massa di utenti “comuni” nei confronti del web. Nello specifico, tra i lettori “comuni” di blog e i blogger stessi, accusati a volte di usare un linguaggio troppo tecnico o gergale, e quindi difficilmente comprensibile ai più.
Le interviste fatte alle persone in strada, sono rappresentative di come viene percepito il web, internet, da chi non è “del mestiere”, dalle “persone comuni”, da coloro che neanche hanno un computer a casa.
Uno dei motivi della difficoltà di comunicazione, sarebbe dato dall’uso di termini tecnici, molto spesso in inglese, che effettivamente, senza un minimo di conoscenza personale di base, possono risultare ostici e poco “digeribili”.
Ed allora si diceva, ad esempio, che in Francia si tende a tradurre tutti i termini “esteri”, in nome di una difesa della propria lingua, e perchè così è tutto più chiaro. Ed allora ecco che la parola byte diventa octet. Il problema però non credo che sia questo.
Se prendo una qualunque persona a digiuno di conoscenze in materia web, di informatica, di internet, e gli dico octet (ottetto) invece che byte, credo che abbia difficoltà a capire anche cosa voglia dire octet, perchè tra le sue conoscenze non assocerà mai ottetto = gruppo di otto bit = byte. Semplicemente perchè non lo sa.
Poi pensate se anzichè dire mouse dicessimo topo, magari a qualcuno, sapere improvvisamente di avere un topo sulla scrivania, gli verrebbe un colpo.
Allora sono daccordo sul fatto di dover usare un linguaggio più semplice e “quotidiano” possibile… ma un byte è sempre un byte.
postato da: eyeonweb

















