4 Maggio 2007

La morte di un blog

L’anno scorso, insieme a 2 compari, avevamo iniziato un censimento dei blog morti, intendendo come tali quelli ancora visibili e raggiungibili, ma non più aggiornati da oltre 5 mesi, o peggio ancora quelli nei quali c’era solo il post “hello world” e similari.
blogdead.gifPoi per mancanza di tempo, e il subentrare di un velo di tristezza, abbiamo abbandonato questa curiosa ricerca.

Oggi però, nel leggere il post di Napolux, mi è tornata in mente questa “indagine” e soprattutto i 2 amici con cui avevamo intrapreso la ricerca…

Ritengo che un blog possa morire per tanti motivi, ma in ogni caso non la ritengo una casualità. E’ sempre l’autore che ne determina la fine, anche semplicemente decidendo di non aggiornarlo, lasciandolo alle sabbie mobili del tempo, vedendolo scomparire fino ad essere risucchiato dalla pagina di “indirizzo non trovato…”

La vita o la morte di un blog sono nelle mani del suo autore. I visitatori possono essere certo un buon collante, possono spronare a non abbandonare, ma ahimè quando non c’è mordente…

Se un blog racconta un pò di ciò che si è, o di quel che si fa, conserva il suo senso finchè questo avviene. Quando il blog finisce, non terminano con esso le sue rappresentazioni, ma semplicemente si modifica la forma della loro espressione.

Come diceva Bellavista… e quest’è!

Technorati ,

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26 Aprile 2007

Ricerche sul web, alla ricerca di concretezza

La scorsa settimana, durante le ore di docenza al corso di “computer per la terza età”, ho assistito ad un interessante dibattito. La discussione si è animata sulla possibilità di poter utilizzare internet come strumento d’aiuto per un esigenza reale e dal riscontro pressochè immediato. Tutto è nato dal fatto che, al termine della lezione, è venuta fuori la richiesta da parte di qualcuno di voler andare a cinema. Dopo qualche mugugno e la defezione di un paio di partecipanti, ci si è ritrovati a dire:”Ok, ma come facciamo a sapere quali sono i film in programmazione? E in quali cinema?“. Ho colto questa domanda per lanciare una provocazione ai partecipanti:”Dopotutto siamo ad un corso di computer, provate a cercare su internet!“.

I passi (senza miei suggerimenti) che i partecipanti hanno compiuto sono stati esattamente i seguenti:

1) www.google.it
2) “cinema oggi”
3) 10 secondi di silenzio a “scrutare” i risultati della SERP

A questo punto, di comune accordo, si è lasciata la ricerca nelle mani del più “ferrato” dei partecipanti.

Il primo clic nella pagina è stato effettuato sul risultato in quarta posizione (quinta se includiamo il sottorisultato del primo). Non soddisfacendo la richiesta, si è optato allora per il link in prima posizione. Questo è stato subito abbandonato. Infine, la scelta è caduta sul link in seconda posizione, dal quale poi è venuta fuori la scelta del film, il cinema dove andare a vederlo, l’orario di proiezione.

A questo punto ho chiesto le motivazioni che avessero spinto l’utente a selezionare in quest’ordine i risultati. Mi è stato detto che il primo clic è andato sul risultato che, per come era scritto, si avvicinava di più alla richiesta che loro avevano in mente. Il secondo è andato al risultato in prima posizione perchè era in prima posizione e quindi ci si aspettava che dovesse necessariamente rispondere alla ricerca. Il terzo clic è andato “in cascata“, per poi risultare quello defintivo.

Aldilà delle tante considerazioni che si potrebbero trarre da questo piccolo episodio, mi ha incuriosito, al momento, vedere quale percezione avessero di internet le persone che avevo di fronte, soprattutto considerando il fatto che questi non fossero proprio dei giovincelli e tantomeno utenti assidui, e con conoscenze in materia pressochè nulle.

Qualcuno di loro era molto scettico sul fatto che utilizzando google (e internet in generale) avesse potuto trovare concretamente ciò che cercava.
Altri invece erano speranzosi, pensando che ci doveva pur essere qualche motivo di concretezza che avesse portato internet ad entrare nell’uso comune, tanto da indurre anche loro stessi a star seduti lì, su quelle sedie, a cercare di imparare e capirne un pò di più.

Il caso qui riportato può sembrare banale, ma in realtà forse è molto vicino a ciò che la maggior parte delle persone si aspetta dal web. Concretezza, poter ricevere risposte di uso pratico a richieste quotidiane, a partire dalle più banali.

Technorati , , ,

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23 Marzo 2007

Mondi paralleli - Second Life!

sec_life.gifCostruire il proprio “io virtuale” e interagire all’interno di un mondo parallelo. Queste le basi di quello che è il più famoso “game” del genere, Second Life.

La vita che avresti voluto fare, o quella in cui ci si può permettere molte giustificazioni in meno, tra attività frivole e goderecce, tra piacevoli impegni e vita mondana, shopping e cybersex.

Altro aspetto interessante è quello economico. La moneta ufficiale è il Linden Dollar (da Linden Labs - produttrice di Second Life), che ha una sua borsa e un suo cambio (il LindeX), in cui ogni giorno vengono scambiate enormi quantità di soldi reali, e le cifre sono in costante aumento.

E’ già venuta fuori, tempo fa, la notizia di qualcuno che si è arricchito avendo fatto buoni “investimenti”, e ora anche in Italia diverse realtà aziendali, organizzative, perfino politiche, si stanno interessando al fenomeno, entrando in Second Life alla conquista del proprio spazio virtuale.

Per la politica del “non si sa mai”… quasi quasi mi faccio anch’io una “second life”…

Technorati ,

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