Bayes antispam!
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Chiunque abbia una email, ha dovuto, prima o poi, fare i conti con una mole di “messaggi di posta indesiderata” che vanno sotto il nome di spam.
Nella migliore delle ipotesi, tali messaggi arrivano da nomi di “persone” dal sapore indio-americano, ed hanno come oggetto “Re:…” , “great offer to you”, fino ai più spudorati “Viagra, Xanax…”, “increase your penis size…”.
Ora, a meno che voi non abbiate contatti internazionali, già il contesto sarebbe più che sufficiente a cestinare questi messaggi senza, mi raccomando, aprirli. E’ anche vero che quando la mole di spam aumenta in maniera esponenziale, si possono perdere diversi minuti per una accurata pulizia.
Ed allora ecco arrivare in nostro soccorso i famigerati “filtri antispam”. Qui parleremo degli unici filtri che, a mio avviso, possono qualcosa contro lo spam, e sono appunto quelli di tipo “bayesiano”.
Un filtro bayesiano agisce sulle probabilità. Quando viene attivato, il filtro chiede di segnalargli un certo numero di email-spam che avete ricevuto. Viene analizzata automaticamente la frequenza d’uso delle varie parole contenute, includendo anche i codici HTML e i dettagli delle intestazioni (header). Maggiore è la frequenza di una parola all’interno del campione di spam analizzato, più è probabile (ma non certo) che ogni messaggio che la contiene sia spam.
L’efficacia dei filtri bayesiani è inoltre costituita dalla loro “intelligenza”. Infatti una volta segnalato un messaggio spam, il filtro “impara da sè” a riconoscerne tutte le occorrenze, anche quelle apparentemente modificate. Inoltre questo genere di filtri svolgono un azione personalizzata per la vostra casella, e dunque per i messaggi che voi ricevete, non per tutto il tipo di spam che inonda la rete. Questo assicura nel tempo una sempre maggiore specializzazione del vostro filtro nel riconoscere i messaggi indesiderati e, come tali, ad escluderli.
Questo genere di filtri necessita della collaborazione dell’utente, che deve sottoporre con attenzione i nuovi messaggi di spam che arrivano nella propria casella, e dare modo così al filtro di aggiornare l’elenco di ciò che è considerato spam.
Pensate se, intorno al 1730, aveste detto al Sig. Thomas Bayes che alcune delle sue teorie sarebbero divenute, 3 secoli dopo, le fondamenta di quelli che vengono considerati tra i migliori filtri antispam…
postato da: eyeonweb

















